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Il dott. Mascolo è un giovane che va incoraggiato e sostenuto, poiché è tra i pochi che, con coerenza, ha deciso di sposare fino in fondo la difesa del territorio – il nostro - in cui è cresciuto, si è formato e spera di restare, da protagonista.

Come tutti quelli che, come noi, del resto, credono nelle virtù del territorio, egli è ben consapevole che, a fronte di conclamate bellezze naturali e paesaggistiche, risorse storico artistiche, umane ed economiche, ciò che ci rende tanto vulnerabili quanto invisibili è l’assenza di una immagine immediatamente prorompente e vincente che possa imporsi e farci imporre sui più vasti orizzonti possibili.

Ciò che spesso invidiamo a Regioni come la Toscana e l’Umbria , e di cui non riusciamo a farci una ragione, è semplicemente la forza di attrazione che quei luoghi – con piccoli centri simili ai nostri - da sempre evocano, con immagini curate e messaggi puntati al cuore oltre che alla mente.

Questa necessità comincia, seppure con residue resistenze, a farsi consapevolezza acquisita tra i soggetti a vario titolo impegnati anche sul nostro territorio: dagli Enti alle aziende, dai gruppi sociali alle scuole!

E qui veniamo al punto: perché anche le scuole abbisognano di farsi comunicare all’esterno?
In realtà, questa esigenza è diventata una necessità nel momento in cui la scuola del ministero è stata, più o meno completamente, sostituita dalla scuola dell’autonomia.

Quest’ultima, è una scuola che vive nel proprio luogo ma non è localistica, è provinciale ed europea insieme: è qualcosa che culturalmente si definisce glocal, globale e locale.

Questo significa che lo studio nasce a scuola ma vive nella realtà, e quanta più realtà entra tra i banchi tanto più efficace risulterà la formazione finale posseduta dagli allievi: progetti europei PON, corsi di lingua all’estero, certificazione di informatica, stage in aziende o in situazioni lavorative generalizzate, fanno ormai da corredo quotidiano alle conoscenze di base: dalla lingua e letteratura italiana a quelle classiche latine e greche, dalla matematica alle scienze, dall’economia all’arte.

Del resto, comunicare le tante ed interessanti attività di una scuola significa rendere il territorio che lo ospita più interessante e vivo: non si tratta di banale pubblicità, anzi, tutt’altro!

Si tratta di creare e condividere all’interno della comunità scolastica una visione della scuola e del sapere che potranno magari anche diventare elementi di attrazione per i futuri allievi, ma che, in primo luogo, impongono una trasparenza degli atti, non una vetrina, ma una scuola di vetro, in cui tutto può essere trasparente e rendicontato ( accountability, come dicono gli anglosassoni) all’utenza ed ai portatori di interessi.

Comunicare all’esterno le azioni didattiche è un atto di intelligenza e di coraggio: bisogna saperlo fare, con gli strumenti che il tempo presente mette a disposizione, a partire dal web: noi l’abbiamo fatto, col sito istituzionale, con pagine FB sui PON, con gli opuscoli online, e ci siamo fidati del dott. Mascolo!
 
Data di pubblicazione: 27 Ottobre 2014
Pubblicato da: Gerardo Vespucci - DS Scuole Maffucci
Calitri

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